Geometrie di libertà

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due interviste sul tema dell’arte e dell’etica nell’azione culturale realizzate a dieci anni di distanza l’una dall’altra:
1992 – con Luca Panzavolta a cui si deve l’idea del titolo – uno studente che Roberto Barbanti, ora docente di estetica all’Università di Paris Saint Denis, mi inviò per una ricerca sulla pratica dell’arte;
2002 – con Antonio Barocci – un giovane scrittore che mi ri-interroga sulle stesse questioni, dando una nuova e più attuale conformazione al dialogo.

Una recensione di Mimmo Cangiano apparsa su Fuori casa

GEOMETRIE DI LIBERTA’

Alberto Masala a colloquio con Luca Panzavolta e Antonio Barocci

introduzione di Roberto Barbanti
con una Pagina Bianca di Barbara Di Gennaro
immagine di copertina di Anton Roca

ZONA 2004 – pp. 96
EURO 10 – ISBN 88 87578 74 5

 

 

questo libro è ormai desueto e fuori commercio – nessuno è autorizzato a venderlo – per il Maestrale nel 2012 è uscita la TERZA SCRITTURA che include anche queste parti vedi a questo link

A Cagliari il 16 e 17 settembre 2011 si terre0 un Convegno Nazionale per un ruolo attvio del Servizio Sanitario Nazionale e degli Enti locali contro l’Orrore degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. L’obiettivo e8 la denuncia di queste strutture e la loro abolizione come scelta di civilte0.Quelli che vengono chiamati ospedali psichiatrici giudiziari ma sono sempre gli stessi manicomi criminali di una volta.Sono sei, ci sono rinchiusi in 1500 e il 40% di loro non ci dovrebbe stare ma, finita la pena, gli viene prorogato il soggiorno. All’infinito. Spesso senza un processo. Le famiglie non ci sono o li rifiutano e i territori non li accolgono. Cosec vivono in nove in una cella, lenzuola luride come i bagni, l’acqua tenuta in fresco nella tazza del cesso, legati se sgarrano, con lo psichiatra a disposizione per meno di un’ora al meseEcco che denunciare questa situazione diventa obiettivo primario del congresso che si terre0 a Cagliari . Con la consapevolezza che le riforme, per essere fatte hanno un loro tempo e che richiedono un coinvolgimento della societe0 civile e un consenso diffuso. del malato di mente.Nel merito delle ipotesi di riforma si ritiene auspicabile che gli ospedali psichiatrici giudiziari possano essere trasformati nel senso di rispondere maggiormente alle esigenze di trattamento sanitario del paziente. Cif2 deve avvenire con modalite0 organizzative attraverso le quali organizzare una vera integrazione con i servizi psichiatrici territoriali, e il loro pieno coinvolgimento, superando quella segregazione istituzionale propria dell’attuale ospedale psichiatrico giudiziario.Punti fermi di tale riflessione sono, a nostro avviso, due: a) la malattia mentale non puf2 essere titolo sufficiente per la limitazione della liberte0 personale, in assenza di un accertamento in ordine alla commissione di un fatto previsto dalla legge come reato; b) la restrizione della liberte0 di una persona malata di mente in ragione della commissione di un fatto-reato non puf2 avere durata indefinita, ne8 superiore al massimo di pena previsto dalla legge per il reato commesso.Per quanto riguarda l’impianto normativo in materia, pur con i correttivi introdotti dalla Corte Costituzionale, e8 ancora quello del Codice Rocco. Tale impianto era coerente con la legislazione “segregazionista” in materia di malattia mentale: prima della legge del 1978, infatti, la malattia mentale era titolo sufficiente, di per se8, per limitare indefinitamente la liberte0 personale di un soggetto e, quindi, ben poteva prevedersi la segregazione del malato “accusato” di un reato. Ma con la legge Basaglia l’ordinamento ha operato una rivoluzione copernicana in materia, e cif2 impone un ripensamento della normativa del codice penale.L’illegittimite0 di questo doppio circuito penale e8 denunciata da tempo da molti operatori del settore e dalle associazioni di volontariato. Prima che andassero di moda il giustizialismo e il populismo, la critica alle istituzioni totali era anche uno dei caratteri distintivi dei comunisti e della sinistra.L’ultima denuncia arriva dal rapporto del Comitato per la prevenzione della tortura (Cpt) del Consiglio d’Europa, redatto dopo un’ispezione effettuata nel settembre 2008. Nelle 84 pagine del testo si segnalano le pessime condizioni in cui versano gli Ospedali psichiatrici giudiziari, ma si riferisce anche di un diffuso ricorso alle percosse da parte delle forze dell’ordine nei confronti delle persone fermate o arrestate, oltre a rilevare il grave stato di sovraffollamento delle prigioni.La persona internata non e8 un detenuto e nemmeno un condannato, ma ritenuta abpericolosa socialmentebb. L’internamento si protrae fino a quando il magistrato di sorveglianza ritiene che la persona sia pericolosa .Ma avviene lo stesso anche quando l’internato non ha nessuno che possa prendersi cura di lui. L’internamento puf2 essere prorogato all’infinito, lo decide sempre il magistrato di sorveglianza in base alle valutazioni mediche. Per questo lo chiamano abergastolo biancobb.Igino Cappelli, magistrato di sorveglianza di Napoli nel volume Gli avanzi della giustizia affermava:”Il manicomio giudiziario e8 un’istituzione due volte da negare perche8 due volte violenta e due volte inumanamente e irrazionalmente totale: come carcere e come manicomio:” Il documento della XII Commissione permanente del Senato denuncia, infatti, l’aumentata incidenza del numero di coloro che sono sottoposti a misura di sicurezza per breve periodo (2 anni)” ed evidenzia come “trovino ricovero in tali ospedali pazienti psichiatrici a bassa pericolosite0 sociale per evidente carenza dei servizi psichiatrici del Servizio sanitario nazionale, nonche9 di adeguate strutture intermedie . Sotto accusa, in particolare, la situazione in cui versa l’Ospedale psichiatrico giudiziario Filippo Saporito di Aversa. Una struttura scadente. Numerose le situazioni di criticite0 rilevate: condizioni igieniche e di vivibilite0 minime, carenza di personale civile, assenza di attivite0 di reinserimento sociale, insufficienza del livello di assistenza sanitaria, uso dei letti di contenzione. Solo pochi mesi fa e8 stato registrato il decesso di un internato morto per il proprio rigurgito e di un altro deceduto per tubercolosi. La delegazione ha riscontrato che alcuni pazienti erano stati trattenuti pif9 a lungo di quanto non lo richiedessero le loro condizioni e mentre erano mantenuti nell’Opg oltre lo scadere del termine previsto dall’ordine d’internamento. Le autorite0 italiane hanno risposto che la struttura e8 in corso di ristrutturazione e che la legge non prevede un limite per l’esecuzione di misure di sicurezza temporanee non detentive.Erika Anedda..

>Ciao Alberto, scarico il tuo libro e poi me lo leggo in santa pace… grazie. Alessandro, artes et sonos ruinas

>Ciao Alberto!sono isa dall’Aquila, sono tornata qualche giorno fa dal lungo viaggio in Asia del quale ti parlai…
tanta voglia di leggere e fuori dal traffico di menzogne, capire
merci pour ton bon coeur
a presto, spero

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