Macomer: la cultura occupata "manu militari"

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 la conferenza stampa con l’assessore Baire ed il colonnello Giardini

Forse pensano che questa sia cultura: il salone del libro di Macomer con i militari (pagati per partecipare) e senza gli scrittori – i librai confinati in uno stanzone col tetto che fa acqua – i libri invisibili coperti da teli di plastica.

Si è toccato davvero il fondo – oltre ci sono soltanto i roghi nelle piazze – ormai siamo al paradosso.

E loro non provano vergogna.

Ma, cosa che mi lascia davvero senza parole né speranza, i sardi di laggiù non protestano nemmeno: nessuna manifestazione, nessuna opposizione, niente…. nessuno che opponga il proprio prezioso corpo fisico all’avanzata delle truppe dell’ignoranza.

Così, mentre loro vanno avanti imperterriti, l’opposizione diventa ‘meta-opposizione’, l’indignazione ‘meta-indignazione’, con qualche sporadica voce – necessaria, per carità… – ma solo in rete.
I sardi sono ormai convinti che basti avere un’opinione e dirsela l’un l’altro per pacificare la coscienza democratica.  

E loro se ne fregano.

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