MAMUAN ad Oristano – 21 dicembre

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concerto per GOFAR in sostegno della ricerca contro l’atassia di Friedreich.

MAMUAN in concerto

Alberto Masala – Gavino Murgia – Paolo Angeli

Venerdì 21 dicembre 2007 – ore 21,30
Teatro “Antonio Garau” – Oristano

Abbiamo deciso di sostenere questa causa perché negli ultimi due anni e mezzo la ricerca ha fatto grossi passi avanti e accende finalmente una speranza di cura per questa malattia devastante. Tanto più perché la sconfitta dell’Atassia di Friedreich avrebbe una valenza sociale enorme visto l’altissimo numero di portatori sani. Si risolverebbe il difetto genetico anche sull’uomo e quindi si potrebbe avere un regresso della patologia nelle “poche” persone malate, ma l’obiettivo auspicabile sarebbe che le generazioni future non dovranno più preoccuparsi di averne ereditato o di trasmetterne la portabilità. È stata individuata una categoria di molecole ed il farmaco può essere effettivamente sviluppato: un’operazione che richiede somme ingenti raggiungibili anche tramite piccoli contributi quali la partecipazione al concerto.
Alberto Masala, Gavino Murgia, Paolo Angeli
Organizzazione – Info e prenotazioni telefoniche: GOFAR
Delegata Comitato RUDI onlus: Nanna Cappai 347/0605563
Responsabile raccolta fondi: Titti Cappai 328/5334425
Prenotazioni via mail: nanna_ki@yahoo.it, titti_ki@yahoo.it

NOTE SUL CONCERTO (di Serge Pey)
Alberto Masala è uno fra i maggiori testimoni della poesia contemporanea. Interprete critico della grande tradizione orale, lucido vociferatore che estende e rinnova nello spazio ritmico del senso le sue pronunce sovversive … in questo concerto mescola i suoi testi al fluido dei suoni di Gavino Murgia (sax, voce gutturale, elettronica), divoratore di musica, amplificatore di tenerezze sonore, barbaro trascinatore di respiri e voci primordiali … e all’imprevedibilità di Paolo Angeli (chitarra sarda preparata), un Frank Zappa resuscitato, geniale inventore di chitarre, osservatore di mondi del suono che attraversa in spazi mai descritti in precedenza.

L’unicità di questo trio di sardi – nativi che hanno ereditato le rotture della contemporaneità più radicale – porta l’arte dell’improvvisazione ai livelli rigeneranti di un rituale originario. Qui l’arte riacquista la forza dell’amore e la potenza del senso, rinnovando la fisionomia della poesia e della ricerca musicale contemporanea.