>sapevo di te in altri luoghi. leggerti mi coinvolge come un racconto d'anziano sulla stradetta della sua casa. vero, lo scrivere nasce da oralità e memoria. scusa se utilizzo questo spazio ma volgio lasciarti qualcosa scritta sul carcere- struttura fisica e mentale imposta sulla nostra isoletta! –
tornerò ancora qui, se non spiace.

Libera/mente
fiato
perdo il fiato
dentro
queste fessure
di pietra..
l’ingegno.
m’ingegno
a seguirne le crepe,
forse portano
al mare.
dovrei sentirne
l’odore
ancorato alle sbarre.
è un’isola, questa,
la mia?
ferro granitico
che ottura i pori,
granito ferroso
che avvelena il sangue.
perdo il senso
del tempo,
tempo prigioniero;
passi che inciampano
su rumori sconosciuti…
ecco,
ora,
un attimo sospeso
di silenzio.
tento di respirarlo
ritrovandomi
sabbia e fiele
dentro la bocca,
e le labbra…
le labbra
mormorano piano
un altro esistere.

antonia piredda, api, Nuoro.

>Grazie Antonia
ricevere questi messaggi mi fa contento

spero di incontrarti quando passo a Nuoro
ma quando passo a Nuoro?

complimenti ad api per la sua bella poesia ed un saluto ad Alberto, che non mi conosce (ancora) e che stimo molto.
Blumy, dalla nostra terra di fuoco e di vento

(aggiungo questa pagina al segnalibri per tornarci ancora …)

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